Il Pilota e cosmonauta Pavel Popovich e gli UFO
Paul Stonehill e Philip Mantle Pravda 06.11.2009
Mysterious Sky - Soviet UFO Phenomenon di Philip Mantle & Paul Stonehill è ora disponibile online tramite Amazon 
Traduzione di Alessandro Lattanzio
© 1999-2009. PRAVDA.ru. Quando si riproducono i nostri materiali, in tutto o in parte, il collegamento ipertestuale a PRAVDA.ru deve essere fatto. I pareri e le opinioni degli autori non sempre coincidono con il punto di vista con gli editori di PRAVDA.ru.

Il 30 settembre 2009 il Generale-Maggiore dell’Aviazione, pilota-cosmonauta Pavel Romanovich Popovich, il primo cosmonauta ucraino nella storia, è scomparso. Sempre fiero della sua origine etnica, per due volte premiato Eroe dell'Unione Sovietica, aveva molti altri premi e medaglie.
Pavel Popovich era molto rispettato, una buona, simpatica e dignitosa persona, sempre pronta ad aiutare gli altri. Dal 1978 la sua vita era intrecciata con la storia turbolenta della ricerca UFO in Unione Sovietica.
Popovich è nato sovietico, il 5 ottobre 1929. Giovane ingegnere e pilota dilettante, Popovich entrò a far parte dell’Aviazione sovietica; nel 1960 fu arruolato nella prima squadra di cosmonauti. Popovich è il quarto cosmonauta della storia dei voli spaziali con equipaggio. Ha seguito un ciclo completo per l’addestramento ai voli a bordo dei veicoli spaziali "Vostok".
Pavel Popovich (da ragazzo) ha vissuto sotto l'occupazione nazista per diversi anni, e questo fatto poteva affondare le sue possibilità di diventare un cosmonauta sovietico. Il KGB impiegò diversi mesi per studiare le biografie di ciascuno dei futuri cosmonauti, qualcuno deve aver avuto il coraggio di ignorare questo fatto, e fargli continuare il suo addestramento.
Il suo primo volo spaziale avvenne a bordo della cosmonave “Vostok-4" nel 1962. In seguito, Pavel Popovich venne addestrato per il programma lunare sovietico. Dopo che il programma fu cancellato, Popovich si addestrò ai voli a bordo delle navicelle spaziali "Sojuz". Nella sua seconda missione nello spazio fu comandante-pilota della navicella spaziale Sojuz-14, nel 1974. Il volo era parte del programma sovietico sull’uso militare delle tecnologie per l’esplorazione dello spazio. Il nome in codice della missione di Popovich era Berkut-1 (Aquila d’oro). Dopo aver agganciato la stazione orbitale Saljut-3 (questo era il nome di copertura per la stazione militare segreta Almaz-2), Popovich e il suo ingegnere avevano condotto operazioni di intelligence militare. Avevano potenti apparecchiature ottiche e agli infrarossi, 14 telecamere speciali, e anche uno cannoncino da trenta millimetri. Uno dei compiti era quello di catturare la stazione statunitense Skylab con tre astronauti a bordo. Gli statunitensi avevano un soprannome speciale per Popovich: "aggressore". Ma il programma, in seguito, fu chiuso.
Tra il 1980 e il 1989 è stato vicedirettore del Y. Gagarin Cosmonauts Training Center.

PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE UFO
Nel 1990, venne costituito il Sojuz UFO Tsentr, la prima organizzazione ufficiale per la pubblica ricerca di UFO dell'Unione Sovietica. Il suo direttore era V. Azhazha, un ex ufficiale della marina, un sommergibilista, da lungo tempo sofferto ricercatore UFO indipendente e docente. Il suo presidente, Pavel Popovich dichiarò nettamente, in varie interviste, che ha guidato il Sojuz UFO Tsentr per volere dei suoi amici, i ricercatori UFO. Popovich non si considerava un esperto nel campo dell'ufologia. Ha aiutato coloro che hanno effettuato ricerche in modo indipendente o come parte del programma segreto sovietico. Le sue autorità e reputazione avevano aiutato notevolmente gli sforzi di Azhahza per mantenere viva la sua organizzazione, nella Russia post-1991.

POPOVICH E IL SETKA: UN PROGRAMMA SEGRETO DI RICERCA UFO SOVIETICO
Nel 1978, la potente commissione militare-industriale creò due centri di ricerca UFO, uno presso l'Accademia delle Scienze dell'URSS, l'altro presso il ministero della Difesa dell’URSS. La ricerca di fenomeni anomali presso l'Accademia delle Scienze dell'URSS fu oggetto di un programma speciale di ricerca scientifica, designato SETKA-AN. Il Ministero della Difesa sovietico avviò un programma simile, il segreto SETKA-MO. Entrambi i centri si aiutavano a vicenda nella ricerca sugli UFO e si scambiavano informazioni. Il primo atto del SETKA-AN portò alla sanzione ufficiale del termine descrittivo "fenomeni atmosferici anomali", invece del proibito "UFO".
I debunker del SETKA-AN hanno fatto del loro meglio per dimostrare che gli UFO non esistevano, ma che fossero solo errori di osservazione dei lanci di missili, o perlomeno, fulmini globulari. Ma vi furono occasioni in cui, i "fenomeni anomali", avevano causato il lancio non autorizzato di missili mobili, e in altre occasioni, l'apparizione degli UFO, durante le esercitazioni militari, aveva causato guasti alle comunicazioni e avarie agli impianti radio.
Il programma si concluse nel 1991, ma un gruppo di esperti è rimasto presso il Dipartimento di Fisica Generale e Astronomia dell'Accademia delle scienze russa, dove analizzavano le segnalazioni fino al 1996.
Gli argomenti scientifici riguardanti la natura degli UFO erano l'ultima delle preoccupazioni dei ricercatori militari; Però, prestarono molta attenzione all'ipotesi che gli UFO fossero manifestazioni di una civiltà ET. Erano preoccupati dell’impatto abbastanza imprevedibile degli UFO sulla tecnologia e il personale militari. Volevano sapere come avrebbero potuto utilizzare le proprietà degli UFO per le loro pragmatiche esigenze militari.
Nel 1984, con decisione del VSNTO (Consiglio Pan-sovietico delle Società Tecnico-Scientifiche), venne creata una Commissione centrale per i fenomeni anomali nell'ambiente. Il suo presidente era l’accademico sovietico V. Troitskij, uno dei suoi rappresentanti fu il Generale-Maggiore dell’Aviazione, pilota-cosmonauta P. Popovich.
La Commissione è nata perché i responsabili della ricerca accademica del programma SETKA si volevano, sostanzialmente, sbarazzare dei ricercatori UFO indipendenti, lasciando nel programma solo i debunker insieme agli specialisti militari degli istituti militari segreti.
Gli ufologi indipendenti sovietici non volendo subire il continuo disprezzo dei debunker, si allontanarono dall'Accademia delle Scienze e avvicinarono direttamente i coordinatori del programma militare segreto. L'iniziativa di creare la Commissione fu sostenuta dai ricercatori militari, che erano stanchi delle attività inutili dei debunker accademici. La Commissione incluse anche coloro che servirono presso il Ministero della Ricerca della Difesa. Pavel Popovich ha svolto un ruolo, nelle sue funzioni, anche se a causa della segretezza e per il suo giuramento, non aveva rivelato tutto ciò che sapeva.
Secondo Popovich, la maggior parte delle informazioni sui fenomeni anomali proveniva da militari e piloti, persone di fiducia, integre e in buona salute. Tra i rapporti, molti erano privi di senso, ma alcuni furono storicamente importanti. Dati sugli UFO cominciarono ad essere segnalati dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Durante la battaglia di Kursk, aviatori sovietici e testimoni sul terreno, osservarono oggetti misteriosi nel cielo. Rivelò ciò nell’aprile 2009, in un’intervista al portale web ucraino DonbassUA. L'episodio di Kursk è descritto in dettaglio in Mysterious Sky: Soviet UFO Phenomenon.
Il 29 maggio 1984, il quotidiano Trud ha pubblicato un articolo in cui Popovich parlava di un caso che ha avuto luogo il 27 marzo 1983, a Gorkij (e dell’indagine da parte della Commissione di Gorkij). Si trattava di un oggetto che ha volato sulla zona dell'aeroporto della città. Il radar dell'aeroporto l’ha rilevato, ma non ha potuto identificare l'oggetto. L'oggetto volava a non più di un chilometro di quota, e la velocità era di 180-200 chilometri all'ora. Il testimone (il Navigatore A. Shushkin), che aveva notato l'oggetto, ha detto che “le dimensioni dell'oggetto erano simili a quella della fusoliera di un Il-14. Ma non c'erano le ali. Era un sigaro". Aveva una luce di colore grigio acciaio, e si muoveva lentamente nel cielo. Il fenomeno è durato circa quaranta minuti. Alla distanza di 30/40 km a NE dall'aeroporto il radar lo perse. Shushkin poi si corresse, e disse a Pavel Popovich che l’UFO era effettivamente apparso sopra la città il 28 marzo 1983, volò a un'altitudine di 400-600 metri, e scomparve dieci secondi dopo esser stato avvistato.
Un episodio più drammatico ha avuto luogo nel gennaio del 1978, e Popovich lo descrisse sul giornale Sotsialisticheskaja Industrija del 6 agosto 1984.
Durante il volo di uno Jak-40, sopra la zona tra i due insediamenti di Medvezhe e Nadim, l'equipaggio notò qualcosa di rotondo, un corpo estraneo molto luminoso che si avvicinava rapidamente e che qualche tempo dopo apparve proprio davanti al velivolo. Ogni minuto le dimensioni di questo corpo aumentavano. Quando l’impatto sembrava essere imminente, l'oggetto scattò in alto, proprio di fronte al naso del velivolo, senza causare alcun danno.

GLI UFO FILES DEL KGB
Nel 1991, un fascicolo di documenti del KGB fu dato a Pavel Popovich (che gli aveva chiesto di rilasciare delle informazioni). Si trattava del Secondo Direttorato del KGB (controspionaggio), o piuttosto del Decimo Dipartimento del Direttorato (controllo degli impianti della difesa), che aveva ricevuto informazioni sugli UFO. Il file (124 pagine di testo stampato) conteneva copie degli avvistamenti UFO: relazioni scritte a mano, testimonianze digitate, e le note degli informatori del KGB, schizzi e resoconti dei testimoni oculari degli UFO. Una lettera di accompagnamento era stata scritta dal Vice Presidente del Comitato per la Sicurezza dello Stato dell'URSS, N.A. Sham. Questa collaborazione tra i ricercatori UFO e il KGB era senza precedenti e fu una pietra miliare nel campo della ricerca UFO in Unione Sovietica, e forse nel mondo.
Anni più tardi, Sham ha dichiarato che il KGB non era impegnato nella ricerca dei fenomeni anomali (indicò il programma SETKA come l'ente responsabile della ricerca di questo tipo). Leggasi l'articolo Philip Mantle's The Real KGB UFO Files.

ROSWELL
Nel 1992, su incarico dei ricercatori UFO, Pavel Popovich aveva contattato due ministeri russi, per scoprire se gli archivi dell'era sovietica contenessero dei documenti relativi al Crash di Roswell. La risposta da parte del ministero della Difesa dichiarava che i funzionari dell'Archivio centrale del Ministero della Difesa aveva condotto la ricerca dei materiali di interesse per Popovich. Non trovarono nulla su Roswell. La seconda risposta giunse dal Ministero della Sicurezza della Federazione Russa. Nessun materiale documentario sul caso del disco "volante" caduto nella zona di Roswell, Stati Uniti d'America, nel corso dell'anno 1947 fu scoperto, dichiarava.
I servizi segreti sovietici, molto attivi negli Stati Uniti nel 1940, non si sarebbero persi la polemica sul Crash di Roswell.

RIVELAZIONI
Dopo ogni intervista Pavel Popovich doveva firmare uno speciale documento attestante che egli non ha rivelato alcun segreto di Stato. Non raccontò mai tutto ciò che sapeva, era un militare fedele al suo giuramento.
Nel 2006, Pavel Popovich ha rilasciato un'intervista a Bul'var Gordona, una rivista ucraina. (Numero 31). Ha detto che gli abitanti di Fetonte o Moonah (un antico pianeta con civiltà avanzate, che si ritiene esistesse accanto alla Terra secoli fa, ma estinto a causa di esplosioni nucleari), probabilmente visitarono la Terra, di volta in volta.
La Base intermedia dei visitatori si trova nella zona di Saturno, e hanno tre basi sulla Terra. Uno di loro è nelle Ande, l'altro in una fossa nell'Oceano Indiano, e il terzo si trova nell’Himalaya, la famoso Shambala. La base nelle Ande fu liquidata, poiché la civiltà umana era arrivata troppo vicina. Ma hanno una base sottomarina in fondo alla fossa dell'Oceano Indiano.
Poi Pavel Popovich ha ricordato il suo avvistamento UFO del 1978, mentre era a bordo di un aereo che volava da Washington a Mosca, di ritorno da Pittsburgh, dove gli accademici avevano partecipato alla conferenza internazionale delle letture di Gagarin (e anche loro avevano notato lo strano oggetto).
La quota era di 10.500 metri. Popovich ha ricordato che qualcosa lo spinse a continuare a cercare (se ne stava seduto vicino alla finestra). Si accorse di un triangolo isoscele bianco, a circa un chilometro e mezzo dall’aereo e di una decina di gradi più alto (come lui e altri avevano stimato). Il cosmonauta gridando corse verso l'equipaggio. Il radar di bordo non registrò nulla, e nulla è stato registrato a terra.
Anche l'equipaggio ha osservato l'oggetto, e ha stabilito che era lungo circa 100 metri. L'oggetto non assomigliava a nessun aeromobile conosciuto. Si muoveva rapidamente, l'aereo volava alla velocità di un migliaio di chilometri all'ora, mentre l'oggetto viaggiava una volta e mezzo più veloce. Questo oggetto volante li raggiunse facilmente, e volò via, ma rimase all'interno del campo visivo per un minuto. Loro, i professionisti, non hanno potuto determinare che cosa fosse.
Popovich non ha potuto affermare se il suo avvistamento fosse davvero un’arma segreta in fase di sperimentazione, anche se nel 90 per cento di tali osservazioni era così.
Pavel Popovich ha detto che non credeva per nulla ai contattati. In un'intervista del 2001 a FAKTY, Popovich ha detto che il 95 per cento di tutte le cose scritte sugli UFO deve essere scartato come sciocchezze.
Nella stessa intervista con Bul'var Gordona, a Popovich fu chiesto se lui, un pilota e cosmonauta cresciuto in una (a volte, anche militante) società atea, credesse in Dio. Mi ha risposto che è stato battezzato. E nel 1974, durante il suo volo spaziale ha capito che c'è qualcuno che aveva creato le stelle al di fuori dall'oblò della sonda, la Luna, e gli altri pianeti. Quando si vede questo, si comprende come tutto ciò sia infinito. Popovich ha ricordato pensando: "qualcuno l'ha creato, e qualcuno dirige tutti". Chi ha creato le leggi della meccanica celeste? Tutti le usiamo, le discerniamo, le spieghiamo. È questo il pensiero di Dio. Non importa come si chiama, c'è il Creatore che ha creato tutto.

CONCLUSIONE
Popovich ha vissuto i suoi ultimi anni in un villaggio vicino a Mosca, soprannominato Villaggio delle Stelle, perché 36 ex cosmonauti vi risiedono. Aveva un sogno, andare nello spazio ancora una volta su una cosmonave, e guardare la Terra dall'alto. Il nome di Pavel Popovich è stato dato ad una catena montuosa in Antartide e a un asteroide.

Articoli